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Arcieri del Verbano, del Cusio, dell'Ossola e della Valgrande

   Ott 17

IL LUPO PERDE IL PELO…

Non so più da quanti anni non facevo una gara di Campionato FIARC, e da quanto tempo non andavo in trasferta nella bellissima Toscana. L’occasione mi è stata data dalla decisione di formare una nutrita Squadra 01VERB per il Campionato Italiano 2015, e di conseguenza dalla necessità di fare entro la fine dell’anno le quattro gare necessarie per la qualificazione. Così, festeggiando i miei primi 20 anni con gli Arcieri del Verbano, sabato 11 ottobre abbiamo messo in marcia il fedele Dinghy 8 e ci siamo spupazzati 400 km per ritrovare, dopo tanti anni, l’impagabile ebbrezza di rompere e perdere frecce ansimando in piazzola dopo essersi scapicollati ripide salite e scivolose discese. Destinazione la piana di Firenze, dove ci attendeva una gara del tipo Percorso organizzata dalla Compagnia degli Arcieri del Rovo.

Targa all'ingresso del campo della 09ROVO.

Targa all’ingresso del campo.

La 09ROVO è una compagnia che potrei definire storica: è infatti attiva da 25 anni (la FIARC esiste da 30), e tra le sue tradizioni c’è quella di partecipare alle tipiche rievocazioni medievali in cui arco e arcieri fanno la loro bella figura. Ha inoltre una scuola regionale di tiro molto attiva. Il campo di allenamento si trova a Lastra a Signa, una località che mantiene il fascino delle vecchie cittadine toscane: situata tra l’Arno e le colline, a una decina di chilometri da Firenze, era rinomata in passato per la lavorazione della pietra (da qui il suo nome) e dei famosi cappelli di paglia fiorentini.

Sabato il tempo non prometteva nulla di buono. Al campo si arriva dopo un breve tratto di sterrato, ed per la gioia del Dinghy, che ha sempre molta nostalgia della Grecia, abbiamo agevolmente parcheggiato al margine di un uliveto. Dopo un’escursione a Scandicci a casa di amici, il meritato riposo sotto un’acquazzone da far tremare i polsi.

Al mattino ci sveglia il ronzio del generatore, e le chiacchiere dei primi arrivati. Ben presto mi do una sistemata e mi presento alla conferma iscritti, dove lo staff ha allestito un veloce punto colazione. Dopo tutti questi anni, quante facce sconosciute! un saluto e poche chiacchiere con Davide Grossi e con Tiziana Mecherelli, e poi la voce tonante di Marco chiama per l’appello pattuglie. Io sono alla 23, praticamente l’ultima a partire. Per fortuna, non piove.

Aquila Rossa al tiro.

Aquila Rossa al tiro.

Il percorso di gara si sviluppa intorno a una collina, di cui abbiamo subito dovuto risalire il fianco ovest. La prima piazzola era in discesa, a lato di una mulattiera che la pioggia notturna aveva reso molto scivolosa. Veloci convenevoli, armare l’arco, controllare le frecce, un minimo di ginnastica e poi, come da tradizione, primo al tiro. Piazzola a tempo, 25′, bersagli lontanissimi: li manco; per un pelo, ma li manco. In compenso, le frecce allestite con amore da Igor Piantoni qualche sera prima volano benissimo, raggiungono e perfino superano i 40 metri senza cadere a piombo. Segno (mi dicono gli esperti compagni di pattuglia) che non devo scoraggiarmi, che almeno so ancora tirare, anche se a dispetto di ogni regola tengo il gomito basso. Le piazzole si succedono senza fretta, anzi fin dalla terza (un bisonte in mezzo a un prato con un particolare gioco luce-ombra, freccia 3 in ginocchio), già siamo in coda dietro alla pattuglia che ci precede, che a sua volta è in coda dietro un’altra e così via. Quelli che ci seguono ci hanno già raggiunto (ma loro sono in 5 noi in 6, e abbiamo fatto due piazzole a tempo e una in ginocchio in stretta successione), e tra pochi tiri ci staranno praticamente per tutta la gara col fiato sul collo. Mi fermo qui: non voglio annoiare il mio unico lettore con le annose questioni sui “tappi”, condite dalle solite leggende metropolitane e dai borbottamenti contro i Capicaccia, che peraltro nulla possono contro la stupidità umana.

Nemmeno racconterò nel dettaglio lo svolgimento della gara, che era in genere molto impegnativa almeno per le mie deboli forze e per la mia del tutto inesistenze preparazione. Tralascerò di fare commenti sulle sagome troppo piccole messe a distanze troppo grandi: succede in tutte le gare, ed anche noi della 01VERB qualche volta ci lasciamo prendere la mano. Sorvolerò sui dettagli del punto ristoro, non mi occuperò nemmeno della premiazione, visto che dopo più di sei ore di gara, pieno di gioia per aver riportato a casa senza danni 8 frecce su 9, abbiamo approfittato della presenza del camper per rifocillarci con una spettacolare carbonara e dunque ci è arrivata solo una lontana eco degli applausi. Una parola però sulla durata della gara la vorrei dire, facendomi in questo portavoce di tutti i componenti della pattuglia, da quelli con maggiore anzianità ai più giovani arcieristicamente parlando: 6 ore e mezza sono un’esagerazione. Forse ho memoria corta, ma, via dal Campionato Italiano, non ricordo gare così lunghe. Forse in FIARC qualcosa è davvero cambiato, e in peggio. Riporto senza ulteriori commenti la teoria di un compagno di pattuglia iscritto dal 2009 (l’anno in cui ho lasciato i campi di gara) e dunque né troppo giovane né troppo vecchio: la FIARC si è riempita di “fighetti” che si prendono tutto il tempo perché puntano alla classifica e non al divertimento.

Invece, e proprio sul punto “stile di vita della tua pattuglia”, potrei passare il resto dei miei giorni a raccontare quanto sia stato fortunato ad incontrare, la prima volta dopo tanti anni, un gruppo di persone tranquille e motivate, allegre ma senza esagerare, corrette e disponibili. Fin dall’inizio, hanno accolto con pazienza i miei impedimenti fisici raccogliendomi le frecce fuori: tante, per fortuna quasi tutte nei pressi dei bersagli; ma il percorso era tale per cui se avessi fatto tutto il mio dovere di arciere e non il pelandrone avrei finito con il ritardare moltissimo la pattuglia. Persone di diversa età e caratteristiche, mediamente tutti arcieri molto più bravi di me e ben capaci di mettere a segno la maggior parte delle loro frecce, ma tutti sempre pronti a caricarmi quando, caso più unico che raro, ho messo frecce in tutte e tre le sagome; o quando, al contrario, le benedette frecce volavano drittissime verso il centro del bersaglio… sorvolando poi di pochi millimetri la schiena. Nessuno spazio per le vanterie, niente aneddoti di vita vissuta; poche le chiacchiere, soprattutto commenti (e sempre dopo aver tirato tutti) sui bersagli e sui tiri. Nessuna rivalità anzi molti incoraggiamenti, non dico nei miei confronti perché non faccio testo, ma nemmeno tra diretti concorrenti. Nella pattuglia 23 era del tutto assente quella fastidiosa sindrome dell’arciere che quando qualcosa va storto se la prende con l’universo mondo, a partire dal Capocaccia che ha abilitato un percorso così malfatto, eccetera.

A questa vera Signora Arciera, che ho scoperto essere praticamente una mia compaesana oltre che una quasi coetanea; a questi veri Signori Arcieri voglio dire un GRAZIE di cui spero apprezzeranno il significato profondo: Grazia, Giampaolo, Fedele, Carlo e Alfio, mi avete restituito la voglia di giocare.

La pattuglia 23.

La pattuglia 23.

Da sinistra: Pino Arpaia (7166 01VERB), Giampaolo Fabbri (17728 21FSTA), Fedele Brienza (30851 08MEDI), Grazia Impero (29484 08MEDI), Carlo Bartolini (26978 08TIME), Alfio Coco (15281 09ROVO).

servizio fotografico più ampio nell’apposita sezione (ARCOTECA)


   Set 08

PRONTI A MUOVERE!

Alcuni membri del CD 01VERB al campo di Bureglio.

Alcuni membri del CD 01VERB al campo di Bureglio.

Venerdì 5 settembre si è riunito il Consiglio Direttivo della nostra Compagnia. Gli argomenti da trattare erano molti e in buona sostanza riguardavano la programmazione annuale della stagione 2014-2015. Puntali come sempre, i 9 agguerritissimi Consiglieri verso le 21:30 si sono dedicati al loro delicato compito.

La discussione è stata ricca di spunti, moltissime le idee sul tappeto; anzi sul tavolo di casa Arpaia-Vezzio per l’occasione riccamente decorato da stuzzichini e bottiglie di varie misure e contenuto. Non mi dilungo nei dettagli: a fine serata, dopo circa tre ore di confronto su vari temi, queste sono le decisioni che abbiamo preso.

  1. Anche per il 2015 la ASD Arcieri del VCO & Valgrande manterrà invariati i costi del Tesseramento (rinnovi e nuove tessere). Per il dettaglio delle modalità e le scadenze, stiamo aspettando le circolari delle Federazioni. Di conseguenza, aggiorneremo questa notizia appena avremo notizie più particolareggiate.
  2. Nel 2015 la gara di Campionato FIARC sarà una Battuta. Si svolgerà a Ghiffa, o in subordine a Trontano qualora gli impedimenti burocratici ostacolassero questo progetto. In linea di principio la gara si svolgerà nella seconda metà di marzo. La Vicepresidente Vallo si occuperà dei contatti con le amministrazioni pubbliche di Ghiffa, e farà avere una risposta definitiva entro la fine di ottobre.
  3. Per il XX Trofeo Valgrande, già previsto per il 19 ottobre, si manterrà la solita logistica, salvo imprevisti. Per la ricorrenza del ventennale sarà predisposto un gadget (patch), da regalare a tutti i partecipanti.
  4. Il parco sagome è stato recentemente arricchito. Bonetti e Arpaia hanno verificato stato e consistenza, e selezionato i bersagli da riparare e quelli da scartare definitivamente. A conti fatti il nostro piccolo tesoro ha ormai dimensioni ragguardevoli. Ancora qualche carenza nel numero e nella qualità dei bersagli di gruppo 3, che compenseremo appena possibile con un acquisto selettivo. Vidoli e Bonetti verificheranno le migliori offerte sul mercato.
  5. La palestra riaprirà venerdì 19 settembre.
  6. Quanto prima Presidente Vidoli e Segretario Arpaia si faranno vivi con il nuovo Sindaco di Vignone per aggiornare la convenzione.
  7. Viene ufficializzata la decisione di iscrivere un gruppo consistente di Arciere e Arcieri al Campionato Italiano del 2015.
  8. Oltre ai bersagli di gruppo 3, si delibera l’acquisto di 1 gazebo e di 1 rete battifreccia. Per il primo esiste già una migliore offerta, e provvederà Villa. Per la seconda stiamo valutando, e si coordineranno Vidoli e Arpaia per ottimizzare costi-benefici.

Mentre era in corso l’incontro, la Presidente Vidoli con il supporto di Angelini ha fatto partire le iscrizioni per la trasferta a Chioggia, gara in laguna il 26 ottobre. Verso le 01:00 di sabato 6 settembre rimaneva da affibbiare l’incarico di Responsabile del Campo di Vignone, ma vista l’ora tarda si è deciso di rinviare. Un altro argomento rinviato riguarda l’annosa questione delle iscrizioni alle gare. Ultimi dettagli sulla garagrigliata per festeggiare Antonio Cerutti, e tutti a nanna.

Antonio Cerutti, classe 1939, 01VERB dal 1994.

Antonio Cerutti, classe 1939, 01VERB dal 1994.


   Gen 23

STAGIONE DI GARE

AVVISO IMPORTANTE

Finalmente abbiamo l’elenco definitivo per il 2014 delle gare che interessano la nostra Compagnia: il Campionato regionale FIARC e il Campionato Insubria. Abbiamo perciò predisposto un riepilogo dei due diversi calendari, con le relative scadenze.

Nell’occasione, ricordiamo che chi desidera partecipare a gare deve comunicarlo per tempo ALLA PRESIDENTESSA PIERA VIDOLI e versare TEMPESTIVAMENTE la relativa quota (questo vale anche per le Gare del Campionato Insubria).

Nella stagione 2013 del Campionato Insubria sono stati portati a casa notevoli risultati: Marco Fodrini si è classificato al primo posto nella categoria Cuccioli, seguito dai ragazzi Ferrari; Marta Corrà è risultata prima nella categoria Scout; Federico De Napoli primo nell’Arco Storico, Anna Vallo prima nel Ricurvo, Mauro Bonetti secondo nel Compound. Che questo sia di auspicio per tutti gli Arcieri del VCO & Valgrande che disputeranno gare nel 2014.

2014_Tabella gare e scadenze


   Gen 16

CHI BEN COMINCIA…

Una pattuglia sul Campo di tiro.

Una pattuglia sul Campo di tiro.

Il 2014 parte sotto ottimi auspici.

Domenica scorsa 12 gennaio il Consiglio Direttivo e la Squadra Tecnico Pratica (STP) della 01 VERB hanno inaugurato ufficialmente una specialissima piazzola nel rinnovato Campo di tiro di Bureglio, la 14 bis. All’evento ha partecipato anche la pattuglia Ferrari da Cannobio, che ormai di fatto è entrata nell’equipaggio che da anni rende possibile l’attività della Compagnia.

Il CD intento alla verifica del nuovo impianto.

Il CD intento alla verifica del nuovo impianto.

Come è facile intuire facendo scorrere le foto già inserite nell’apposita sezione di questo sito, si tratta di una piazzola destinata ad ARCOGRILL, attrezzata in maniera spartana per poter consumare il classico panino al volo e non solo: grazie all’inventiva dei nostri mitici costruttori è stato predisposto un vero e proprio barbecue, a prima vista minimale ma perfettamente funzionante. Ovviamente anche questa piazzola, come l’intero Campo di tiro, è a disposizione di tutti i nostri Soci 365 giorni all’anno, e siamo certi che sempre più persone si uniranno alla STP e al CD sia nella manutenzione, sia nell’utilizzo, sia nella promozione di eventi al Campo di Bureglio.

I partecipanti asll'evento.

I partecipanti all’evento.

Grazie all’attivismo della nostra magnifica Presidentessa Piera e all’inventiva dei soliti Carlito Federico e Mauro, assistiti dall’infaticabile Andrea e da molti altri, il Campo di tiro di Bureglio è diventato in pochi anni il luogo dove noi Arcieri del VCO & Valgrande possiamo trovare un singolare rifugio al tran tran quotidiano, esercitandoci in compagnia del nostro fedele arco ma soprattutto divertendoci insieme.

Factotum Federico.

Factotum Federico.

Il Campo, nel suo nuovo allestimento, comprende ormai 21 piazzole di tiro, tra le quali spiccano una piazzola di riscaldamento con sei bersagli a varie distanze, una piazzola su bersaglio mobile, un’altana su cinque bersagli distribuiti in tre postazioni. In totale 44 sagome tridimensionali, curate amorevolmente dal nostro factotum Federico, che una ne fa e cento ne pensa: ad esempio qui lo vedete ritratto mentre appende la telecamera a un albero per fare un filmato frontale…

Pronti per la sfida.

Pronti per la sfida.

La giornata è stata resa particolarmente piacevole da un clima né troppo caldo né troppo freddo, che ha permesso di attivare i nostri muscoli in maniera molto rilassata sia nella abituale pratica sportiva, sia in quella altrettanto abituale della masticazione di prelibatezze grigliate sul posto o allestite preventivamente e con la solita cura dalle nostre “mamme”. Il tutto, ovviamente, innaffiato da abbondanti libagioni che non ci hanno impedito, dopo un paio di ore molto allegre, di proseguire nei tiri in una prova di destrezza senza vincitori né vinti. Seguirà quanto prima il filmato, e ne vedrete delle belle.

Presidetessa Piera.

Presidentessa Piera.

MA NON FINISCE QUI…  la riunione del CD ha avuto un prosieguo la sera di martedì 14 gennaio. A sorpresa, la nostra amatissima Presidentessa Piera aveva allestito nella sua graziosa abitazione di Solcio di Lesa una cena luculliana. Nelle pause tra una portata e l’altra siamo riusciti a verificare il bilancio e a fare il punto sulla composizione sociale al 31 dicembre 2013 e soprattutto a stilare il Calendario delle attività per il 2014: la 01 VERB si impegnerà nell’allestimento di ben tre gare “classiche” (Campionato FIARC, Notturna del Castello, Campionato Insubria), inventandone poi una quarta a metà autunno, con una formula a sorpresa sulla quale non faccio anticipazioni.

Annuncio solo che una grande novità attende i nostri fedeli soci e simpatizzanti: dopo 10 anni di assenza la 01 VERB tornerà a battere i boschi di Miazzina, dove il 30 marzo si svolgerà il Percorso FIARC. Ma attenti: la sorpresa non si limiterà alla localizzazione…

Vi aspettiamo numerosi con gli auguri di un 2014 ricco di amicizia e di allegria, in compagnia del nostro silenzioso e ineffabile miglior amico: l’arco.

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   Ott 04

UN LUNGO BELLISSIMO WEEKEND

Domenica 27 settembre. Verso le otto di sera ci salutiamo con un veloce “ci vediamo a Migiandone”, dopo aver messo a cuccia il Porter Piaggio nel cortile della Chiesa di Madonna di Campagna.

Bersagli e attrezzatura, che solo tre ore prima erano ancora schierati in uno spiazzo della piccola frazione di Andermattu (in italiano Chiesa, anche se il toponimo walser in realtà significa “tra i prati”), nel cuore della Pomattertal (in italiano Val Formazza, ma anche in questo caso in lingua walser ci si riferisce alla “valle dei prati”), a poche decine di metri da un Toce insolitamente ricco d’acqua, riposavano nei magazzini del nostro decano Antonio Cerutti. Quelli più inzuppati li avevamo provvisoriamente distesi sotto la tettoia, in attesa di una giornata meno umida.

Alcuni componenti della STP

Alcuni componenti della STP

Un lungo bellissimo weekend incentrato sulla VIII edizione del Trofeo Pomat, la nostra classica di fine estate in altura avviata nell’ormai lontanissimo 2002 per iniziativa dell’equipe Ossola-Formazza. Weekend preceduto domenica 22 settembre dalla giornata del tracciamento: un gruppetto selezionato di arcieri vecchi e nuovi, capitanati dal formazzino Maurizio, al lavoro per disporre le piazzole di tiro nello scenario quasi autunnale dei boschi e dei prati tra Andermattu e Tuffwaald (in italiano San Michele, mentre in lingua walser significa “bosco inferiore”).

Il ponte sul Toce (settembre 2003)

Il ponte sul Toce (settembre 2003)

Una giornata illuminata dal sole e dall’entusiasmo della STP (Squadra Tracciatori Picchettatori), capaci tra le altre follie di immaginare la costruzione di un ponte provvisorio a sbalzo tra le rive del Toce per evitare un doppio passaggio sul ponte in cemento armato. Espediente che peraltro appartiene alla tradizione dei Trofei Pomat, come è documentato da alcune rarissime foto storiche. Il ponte, poi, non lo potemmo realizzare: fummo avvertiti che domenica 27, per dare risalto alla Cascata del Toce, sarebbero state aperte le dighe in alta valle, con il conseguente aumento della portata d’acqua del fiume. Nessun limite alla fantasia della STP: il buon Eraldo fu cooptato come autista di una immaginifica ARCOMOBILE, attrezzata all’uopo per traghettare le pattuglie dalla piazzola 9 alla 10, evitandogli un impraticabile guado oppure un lungo giro a piedi.

La piazzola dei castori

La piazzola dei castori

Dopo meno di una settimana prese le mosse l’avventura vera. Nel pomeriggio di Venerdì 26, dopo aver caricato i mezzi a disposizione della 01VERB (Porter, Pickup e Camper), parte della STP già si spostò in Val Formazza.

Sabato 26, verso le 8 e mezza del mattino, un bel gruppo di arciere e arcieri (circa 20), organizzati in tre squadre si misero all’opera disponendo ben 42 bersagli su 22 piazzole di tiro. Senza voler nulla togliere alla cura dell’ambientazione di tutto il percorso, spiccavano tra gli altri uno splendido tiro dentro la soffitta di una baita (un gufo e un topo) ed una fantastica piazzola acquatica composta da due castori nel bel mezzo di un torrente, accuratamente sistemati in modo da non correre il rischio di spaccare frecce sul greto sassoso.

STP in pausa

STP in pausa

Verso mezzogiorno era praticamente tutto fatto. La necessaria pausa per un lauto picnic illuminato da un bel sole ed annaffiato da misurate libagioni, e poi via per il giro di ricognizione con la posa delle tabelle di piazzola e gli ultimi ritocchi. Una squadra ben affiatata, e piena di allegria. Prima che le ombre della sera calassero sulla valle, il campo di gara era pronto ad accogliere l’indomani i numerosi arcieri iscritti alla prova.

A conclusione della giornata una bella cena in compagnia, ospiti della famiglia Picchetti che ci accolse con affetto nella bella casa di Tuffwaald.

La pattuglia 22 scende dall'ARCOMOBILE

La pattuglia 22 scende dall’ARCOMOBILE

Domenica 27 settembre. Verso le otto di mattina pioveva a raffica, ed aveva piovuto tutta la notte. Ciò nonostante, mentre noi predisponevamo la piazzola ristoro, gli altri membri della STP erano già all’opera per accogliere gli arcieri, verificare il percorso e sistemare se possibile la piazzola dei castori, che logicamente si era inesorabilmente allagata. Con l’arrivo dei primi partecipanti la pioggia accenna a diminuire, ed ultimati i preparativi la gara può partire: nonostante le pessime condizioni meteo giù in pianura le defezioni sono state pochissime (meno del 20%). Imbarcati sull’ARCOMOBILE e sul pickup di Maurizio le pattuglie più lontane, mi faccio accompagnare alla mia tradizionale postazione: la piazzola ristoro.

Piazzola Zero

Piazzola Zero

Dove sono rimasto fino alla fine, accogliendo con lo stile abituale della nostra Compagnia i vari gruppi che si avvicendavano: forti della nostra ormai ventennale esperienza, e con il valido supporto delle new entry Lucia e Mirella, senza dimenticare la mascotte Sofia, siamo stati in grado di dare un servizio che a detta degli astanti è stato veramente eccellente. Certamente non vorrei passare alla storia per la piazzola ristoro: le nostre gare (questa è la numero 66) sono (quasi) sempre giudicate dai partecipanti di ottimo livello tecnico e molto curate nell’ambientazione; ma è certo che ai nostri ospiti non facciamo mancare niente.

Secondo e terzo assoluti Arco Tradizionale

Secondo e terzo assoluti Arco Tradizionale

Nonostante la pittoresca incursione di una mandria di vacche proprio a ridosso di una bellissima piazzola imboscata tra i cespugli, tutto fila liscio, e verso le 14 le pattuglie hanno completato il percorso. Parte della STP smonta i bersagli e ripulisce boschi e prati, altri raccolgono gli score e preparano la classifica finale. Le arciere e gli arcieri, abbastanza zuppi ma altrettanto soddisfatti, si spupazzano le abbondanti razioni di polenta, spezzatino e brasato messe a punto dall’Agriturismo Rosswald. Verso le 15,30 ha inizio la cerimonia delle premiazioni, con la distribuzione dei soliti ricchi premi tra cui l’ottima pancetta graziosamente offerta dalla pregiata Macelleria Crosetti di Waald, e vengono assegnati per l’ottava volta i tre trofei, costituiti da tre enormi frecce in legno soprannominate “missili” (da cui il nome in gergo dell’evento), opera del nostro arciere ed abile artigiano falegname Maurizio Matli.

Mentre i nostri ospiti fanno ritorno a casa, tocca a noi aggredire polenta e spezzatino; ma non è finita. Bersagli e attrezzatura aspettano nel cortile della falegnameria di Maurizio. Verso le 18 i tre mezzi della VERB, colmi di mercanzie, lasciano Andermattu con destinazione il magazzino dove l’ultimo gruppo della STP ammassa, conta, distribuisce, sistema. Una stretta di mano, e via: come si dice nel più classico dei componimenti scolastici, “stanchi e zuppi, ma felici, ritornammo a casa.”

(n.b.: altre foto che illustrano l’evento si trovano nell’apposita sezione su questo sito)